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San Vito lo Capo San Vito lo Capo è stato per molti anni un piccolo paese di pescatori, amministrato dal comune di Erice fino al 1952 quando è divenuto comune autonomo, ignorato dai flussi turistici di massa. A ciò ha contribuito, indubbiamente, la difficoltà di raggiungerlo per via terra da Castellammare grazie alla mancata costruzione di una strada litoranea che avrebbe dovuto collegarlo a Scopello e che alla fine degli anni 70 la popolazione locale riuscì a bloccare promuovendo al suo posto la nascita della prima Riserva Naturale della Sicilia: lo Zingaro. Per questo, e per la capacità in genere di salvaguardare il suo ambiente sia naturale che culturale e umano, San Vito lo Capo si distingue da altre località balneari della Sicilia ancora oggi, quando è stato ormai scoperto dai flussi turistici nazionali e internazionali, e si propone di coniugare la fruizione turistica con la conservazione del territorio. Il paese prende il nome dal Santo patrono, giovane patrizio romano convertito al cristianesimo, che secondo la leggenda vi sarebbe approdato alla fine del III secolo per sottrarsi alle persecuzioni scatenate da Diocleziano. Al Santo è dedicata la cattedrale, che sorge su una fortezza araba del 1100, trasformata dagli spagnoli nel 1600. Dal XVI secolo fino al 1969 a San Vito lo Capo esisteva una delle più belle tonnare della Sicilia, la “Tonnara del Secco”, di cui è ancora possibile ammirare i vecchi impianti al di là di Punta di Solanto. Oggi San Vito lo Capo è nota, soprattutto, per la sua bellissima spiaggia e per il mare trasparente che la rendono molto simile ad una località dei tropici. Per saperne di più: Comune di San Vito Lo Capo
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| Località
Isulidda - MAKARI - 91010 San Vito Lo Capo (TP)
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